
Se è possibile creare intelligenze artificiali, in grado di sentire emozioni, pensare, avere coscienza e sembianze umane, perché gli automi non dovrebbero essere pari o addirittura migliori dell’uomo? Il protagonista Charlie è un uomo privo di stimoli, che decide di comperare Adam, uno dei 25 prototipi di androidi, pensando di conquistare la vicina di casa, Miranda, condividendo la formazione della personalità del robot. Con una scrittura diretta, la narrazione stimola a riflettere sul tentativo narcisistico dell’individuo di replicarsi: «Cercavamo di sottrarci alla nostra condizione mortale, di affrontare se non di sostituire la divinità con un io esemplare… Intendevamo ideare una versione migliore e più moderna di noi stessi e gioire del trionfo dell’estro, del brivido della nostra maestria».