
Il burbero e nervoso personaggio sospetta da subito la sbrigativa conclusione dell’indagine in cui si indica l’errore umano quale causa della morte di un imprenditore e così, dal letto in cui si trova relegato, comincia a impartire ordini ai suoi uomini e a partecipare all’inchiesta, arrivando perfino a organizzare ripetute fughe dall’ospedale. Le cose si complicano e il procuratore che lo sostituisce stenta a barcamenarsi nelle varie vicende. Alla fine, mentre il Natale è ormai imminente, soltanto la consueta intelligenza arguta di Schiavone riuscirà a trovare soluzione al caso. Anche questa volta Manzini non delude, confermando uno stile narrativo straordinariamente fluido e dimostrando così nei fatti quanto sostiene a parole: «Finché mi diverto continuo a scrivere». E noi a leggerlo!