Veicoli - logistica - professione

HomeProfessioneLeggi e politicaL'Europa vuole riappropriarsi del digitale da qui al 2030: metodi e investimenti

L’Europa vuole riappropriarsi del digitale da qui al 2030: metodi e investimenti

Le tecnologie digitali sono state fondamentali per il mantenimento della vita sociale ed economica durante la pandemia. Su tale presupposto l'Europa rilancia e fissa precisi obiettivi in materia da qui al 2030 finalizzati a conquistare connettività universale e un'economia sostenibile. Ecco come raggiungerli

-

Questa notizia non parla direttamente di trasporto, ma indirettamente. Al riguardo è sufficiente citare un numero. Tutti i settori, autotrasporto compro, attendono quasi con apprensione la definizione del Piano nazione per la ripresa e la resilienza (PNRR): ebbene tutti gli Stati europei si sono impegnati a riservare almeno il 20% di tale budget alla transizione digitale. Cosa che potrà avvenire anche attraverso progetti multinazionali in cui confluiscano investimenti provenienti dal bilancio dell’UE, dagli Stati membri e dall’industria, a integrazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri finanziamenti dell’UE. Insomma, un passo importante e che soprattutto muove dalla definizione, avvenuta in sede di Commissione europea, di quali dovranno essere da qui al 2030 gli obiettivi e la modalità tramite cui l’Europa affronterà la sua sfida verso la transizione digitale e verso una società e un’economia post-pandemiche sostenibili. Affermazione che forse restituisce maggiore pregnanza alla recente organizzazione del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, del ministero della Transizione Ecologica così come del ministero della Transizione Digitale.

D’altra parte, sempre guardando a Bruxelles, un miliardo di euro è stato già stanziato per acquistare due mega computer tra i più potenti a livello mondiale, mirati a creare un’infrastruttura di calcolo europea di elevatissime prestazioni. Ma altri 8 miliardi saranno messi sul piatto nei prossimi 10 anni allo scopo di ottenere l’indipendenza in settori legati all’informatica e sostenere la transizione digitale in tutti gli Stati membri. E poi c’è anche la sfida di riportare al di qua dei confini tutti quei dati che al momento attuale per circa il 90% sono gestiti da società made in Usa.

Da ultimo c’è da ricostruire un’intera filiera costruttiva di chip e microprocessori, perché anche rispetto a tale mercato tutto si gioca fuori dall’Europa. I due maggiori produttori al mondo, tanto per fare un esempio, si trova a Taiwan (Tsmc e Umc). E tutto il mondo automotive, in tempi recenti, ha scoperto cosa voglia dire essere a corto di semiconduttori.

Chiariti i principi di fondo e l’approccio difensivo, andiamo a vedere come Bruxelles intende muoversi e quali obiettivi anche socio-economici si pone.

BUSSOLA PER IL DIGITALE

Per tradurre le ambizioni digitali dell’UE per il 2030 in termini concreti la Commissione ha elencato 4 punti cardinali:

  1. Cittadini dotati di competenze digitali e professionisti altamente qualificati nel settore digitale. Entro il 2030 almeno l’80% della popolazione adulta dovrebbe possedere competenze digitali di base e 20 milioni di specialisti dovrebbero essere impiegati nell’UE nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con un aumento del numero di donne operative nel settore;
  2. Infrastrutture digitali sostenibili, sicure e performanti. Entro il 2030 tutte le famiglie dell’UE dovrebbero beneficiare di una connettività Gigabit e tutte le zone abitate dovrebbero essere coperte dal 5G; la produzione di semiconduttori sostenibili e all’avanguardia in Europa dovrebbe rappresentare il 20% della produzione mondiale; 10 000 nodi periferici a impatto climatico zero e altamente sicuri dovrebbero essere installati nell’UE e l’Europa dovrebbe dotarsi del suo primo computer quantistico;
  3. Trasformazione digitale delle imprese. Entro il 2030 tre imprese su quattro dovrebbero utilizzare servizi di cloud computing, big data e intelligenza artificiale; oltre il 90% delle PMI dovrebbe raggiungere almeno un livello di base di intensità digitale e dovrebbe raddoppiare il numero di imprese “unicorno” nell’UE;
  4. Digitalizzazione dei servizi pubblici. Entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini avranno accesso alla propria cartella clinica elettronica e l’80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l’identificazione digitale (eID).

COME MISURARE IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI?

Gli Stati membri saranno monitorati attraverso un sistema a semafori che prevede la redazione di relazioni annuali in cui si farà il punto sugli step percorsi. La Commissione determinerà gli obiettivi adottando un piano strategico insieme al Parlamento e al Consiglio europeo.

LA PERSONA AL CENTRO DEL MONDO DIGITALE

Così come nel mondo «reale» i diritti e i valori dell’UE mettono al centro la persona, altrettanto dovrebbe fare il mondo digitale dell’UE, ecco perché la Commissione si prefigge l’ulteriore obiettivo insieme alle altre istituzioni europee di elaborare e garantire un quadro di principi digitali:

  • accesso a una connettività di alta qualità
  • competenze digitali sufficienti
  • servizi pubblici e a servizi online equi e non discriminatori
  • più in generale, garantire che gli stessi diritti applicabili nel mondo offline possano essere pienamente esercitati online

DIRITTI E PRINCIPI DIGITALI

Per il riconoscimento dei diritti digitali la Commissione si prefigge l’obiettivo di sancire, insieme a Parlamento e Consiglio europeo, una dichiarazione solenne sui principi digitali integrata con il pilastro europeo dei diritti sociali.

La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: «L’Europa dispone di un’opportunità unica per ricostruire meglio. Grazie al nuovo bilancio pluriennale e al dispositivo per la ripresa e la resilienza, abbiamo mobilitato risorse senza precedenti da investire nella transizione digitale. La pandemia ha dimostrato quanto le tecnologie e le competenze digitali siano fondamentali per il lavoro, lo studio e la vita sociale, mettendo in evidenza gli aspetti che dobbiamo migliorare. Dobbiamo adesso fare di questo decennio il decennio digitale europeo affinché tutti i cittadini e le imprese possano avere accesso a quanto di meglio può offrire il mondo digitale. La bussola per il digitale presentata oggi ci indica chiaramente la rotta da seguire per realizzare questo obiettivo».

close-link