C’è una questione legata alle risorse economiche, un pacchetto di 240 milioni strutturali dedicato all’autotrasporto persi in qualche rivolo prodotto dai conti pubblici, e poi ci sono le regole che dovrebbero servire per aiutare il settore a procedere in maniera migliore e più efficiente. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per il prossimo giovedì 3 aprile alle ore 11 i rappresentanti delle associazioni dell’autotrasporto per affrontare questi due blocchi tematici – i fondi pubblici e le regole per il mercato – entrambi funzionali al sostegno dell’autotrasporto. Anche se qualcuno, tra le associazioni, arriva a sostenere che un buon assetto normativo è comunque un alimento forte, quello che si potrebbe eleggere anche a piatto unico, nel senso che se le regole funzionano potrebbero rendere inutili anche i sostegni.
Di quali regole si discute? C’è un po’ di tutto, anche se quasi nulla di sconosciuto. Nel senso che parliamo di questioni che si dibattono da tempo immemore. Prendiamo per esempio la questione dei tempi di attesa. La discussione mira soprattutto ad aggiornare quella sorta di penale – 40 euro ogni ora – concessa al vettore a partire dalla terza ora di attesa. Ma se in molti si concentrano sull’aggiornamento di quella cifra – per portarla al doppio o anche al triplo – c’è qualcuno, come per esempio il presidente di FAI Conftrasporto, Paolo Uggè, che, come ha spiegato ieri a Uomini e Trasporti, è convinto che anche la catena causale capace di produrre quell’attesa ingiustificata può essere osservata con la logica della responsabilità condivisa. Perché – faceva notare – se «un autotrasportatore che rimane quattro ore sotto il sole o al gelo non è nelle condizioni psicofisiche ottimali per condurre un mezzo» anche in questo caso «la responsabilità va accertata in base a quanto specificato nella legge 286/2005 su tutta la filiera». Passerà questo principio? O meglio, si faranno mai dei controlli per verificare se effettivamente dietro un incidente di un camion, per esempio, si possa rinvenire la responsabilità di chi, sotto forma di richiesta troppo impegnativa, lo ha in qualche modo provocato? Attendiamo il pomeriggio del 3 aprile, a questo punto, per verificare semmai una possibile risposta.