Si può essere unici fuori oppure dentro: l’esteriorità marcata aiuta a essere riconoscibili, a distinguersi in un contesto spesso appiattito da ritmi di consegna oppressivi, dalla ripetitività di alcuni lavori che scorrono avanti e indietro lungo strisce di asfalto grigio; l’interiorità, invece, se calibrata sul proprio sentire e sulle proprie esigenze, aiuta a stare meglio con se stessi, a toccare con mano (o ad avere lì, a portata di mano) qualcosa che assecondi le esigenze di una professione mobile, che condanna a rimanere in quella sorta di ufficio che è la cabina di un camion anche quando si spegne il motore e si sancisce la fine della giornata lavorativa. La bellezza di una limited edition, come quella proposta da Renault Trucks Italia sulla base di T High, è quella di riuscire a mettere d’accordo questi due piani: a sprigionare un’espressione estetica che costringe chi la vede passare a girare la testa, ma anche a immergere l’autista in un contesto in parte avveniristico, di sapore fortemente high-tech. Non a caso è stato chiamato Reloaded, per sancire in modo inequivocabile che qui è possibile «procedere a una ricarica». Meglio: a un’autoricarica, per chiarire in modo definitivo che qui batteria da riempire di energia non ce ne sono. Anche perché non troverebbero il modo di convivere con il motore DE13, che migliora il suo rendimento grazie al sistema Turbo Compound, anche grazie a un perfetto dialogo sulla catena cinematica ottimizzata con il cambio Optidriver. E se già tutto questo dovrebbe servire a contenere i consumi, il Renault Trucks T High Reloaded fa ancora di più infilando ai piedi degli pneumatici di classe A+, quella – tanto per intenderci – in grado di esprimere la più contenuta resistenza al rotolamento possibile.




Ma è dentro che questa serie limitata muove emozioni forti. E non tanto per la presenza del già ricordato cambio Optidriver o delle nuovissime retrocamere digitali che mandano in pensione i tradizionali specchi retrovisori e ampliano la visione fino a inquadrare gli angoli ciechi. La spinta forte e futuristica, in termini di stile, la infonde il ricorso a piene mani al tipico verde dei chips, che attraversa l’intera cabina. E se sull’esterno lascia traccia nella retroilluminazione della losanga o nell’etichetta identificativa del veicolo, all’interno invece macchia ogni cosa: circonda e risalta i comandi sulla plancia, incornicia le bocchette di areazione, impreziosisce il volante sia con segni sulle razze sia tramite le cuciture, “distanzia” le casse presenti – insieme ai comandi – sulla parete posteriore. E poi infonde un tocco di eleganza anche ad alcuni dettagli come il piccolo ripiano mobile che campeggia di fronte al sedile passeggero.




Ma a facilitare la ricarica dell’autista a bordo provvedono anche un forno a microonde e una macchina del caffè per i momenti di relax, un televisore per accarezzare la solitudine nelle lunghe pause e un vano in cui stoccare i propri effetti personali durante le trasferte.
Un lavoro dallo stile audace ma non esagerato, realizzato da Renault Trucks Italia in collaborazione con Gabry Garage, famosa carrozzeria di Senigallia specializzata nella customizzazione di veicoli industriali e vetture.