È utile un incentivo per rinnovare il parco e stimolare un mercato previsto in flessione nel 2025 del 16,5%? Certo, ma sarebbe ancora più utile se il made in Italy, invece di partire per l’export a bordo di veicoli di aziende estere, fosse caricato da vettori nazionali, che in pochi anni hanno perso – solo su gomma – il 13% del mercato. Così eviteremmo di pagare un disavanzo logistico sulla bilancia commerciale di 9,9 miliardi e soprattutto daremmo a tante realtà locali l’occasione di sottoscrivere contratti, di gestire trasporti e a quel punto di comprare veicoli nuovi
Un parco che cresce, ma invecchia con pochissime possibilità di rinnovamento. Sembra questa la fotografia che emerge dalle proiezioni di Urnae sul 2025 per...
Sono cresciute del 12% in 7 anni le aziende iscritte all’Albo dei gestori ambientali: un esercito di micro-realtà che per l’83% esercita il trasporto...
Il luogo comune ama il passato e tende sempre a vederlo migliore. Com'era la professione di trasportatore negli anni 70? Migliore, ovviamente. Così come le retribuzioni erano più alte, i committenti più rispettosi, il mondo meno frenetico, il costo dei veicoli meno elevato. D'accordo su tanto, ma su quest’ultimo aspetto permetteteci di dissentire. Insieme a Luciano Barattini, ex presidente del Carp di Pesaro, abbiamo fatto due conti. Ed è venuto fuori che oggi per recuperare il costo di acquisto di un camion servono 4-5 mesi in meno rispetto a qualche decennio fa