
In questi casi, di solito, il risultato è o un capolavoro o una delusione totale, tertium non datur. Noi propendiamo decisamente per la prima ipotesi: la band di Keenan e soci produce un suono che magari non sarà tanto di moda, fusione com’è di alt metal, progressive, art rock e psichedelia. Ma è innegabile il fascino ipnotico e straniante di questi 86 minuti divisi in sole 7 tracce, una melodia che tocca in profondità le corde dello spirito e che l’uso massiccio dei sintetizzatori colora, paradossalmente, di tinte modernissime. Dalla title track alla grandiosa suite di “7empest” i muri di suono e le distorsioni magnetiche sono balsamo per le orecchie. Confermiamo: masterpiece.